#5mesi

A manifesto and a countdown

1st of October – 29th of February

“Un artista può sopportare di tutto, questo equivale a dire che un uomo può sopportare di tutto”, così parlò Roberto Bolaño, così parliamo noi, all’apice del nostro sconforto, mentre siamo tutti stipati ad aspettare un treno, in questa Italia, con la valigia in mano.
Scrittori, blogger, copywriter, content editor, chiamateci come volete, ma chiamateci. Diteci in faccia un nome che ci è proprio, un nome in cui possiamo riconoscerci. Assegnate un valore al nostro lavoro, non uno zero al fondo di una busta, non una vuota visibilità, ma una fattura, una moneta uguale al nostro sforzo.
L’Italia è terra di poeti e artisti, e santi e fotografi e navigatori, ma non datelo per scontato, ora che siamo qui, ad aspettare questo treno, non dateci per scontati. Ora che hanno dato ai creativi una via nuova all’emigrazione, e partiamo con il Mac foderato di spago. È tutto semplice, è tutto facile il nostro lavoro, tutti potrebbero farlo, ma non lo fanno. Si muoveva a Picasso un’accusa simile, ma quanto dolore, quanto sforzo, prima di arrivare alla vetta.
L’Italia non è più un paese per creativi, l’Italia è un paese per vecchi e noi, ahimè, a malincuore non vogliamo invecchiare. Rimaniamo dunque malati e stanchi. Malati perché lavoriamo senza ferie, assicurazione, permessi, senza diritti. Stanchi perché ci siamo licenziati dai posti di lavoro che frenavano il nostro estro creativo e stiamo ancora aspettando la liquidazione o le settimane di straordinari.
Siamo stanchi non solo dei nostri datori di lavoro, non solo dei nostri clienti, siamo stanchi dei nostri genitori, fratelli e sorelle, che non capiscono, che non entrano con empatia nella nostra scelta, siamo stanchi dei giovani vecchi come cavallucci a dondolo, e così seri, che sorridono mentre censurano le nostre campagne pubblicitarie.
Ci manca la libertà di espressione, per questo motivo abbiamo deciso di andarcene, per questo stiamo aspettando questo treno, lo aspetteremo ancora per 5 mesi, da un lato per organizzare la partenza, scegliere la meta, dall’altro per lanciare un appello, provate a farci ricredere, dimostrate che ci stiamo sbagliando.

Creative direction: Diana Piemari Cereda
Art direction: Federico Gambina
Copywriting: Giuseppe Nibali